Black-out Google di 40 minuti
Google, il motore più utilizzato al mondo, è rimasto fuori uso per circa 40 minuti, mettendo in allarme tutta la rete. Effettuando una ricerca sul sito di Mountain View, sia in Italia che nel resto del mondo, ogni risultato veniva indicato come potenzialmente dannoso e, se si decideva di proseguire comunque, l’utente veniva indirizzato a una pagina che lo invitava a riprovare più tardi perché il sito poteva presentare dei contenuti dannosi per il computer (malware).
«È stato un errore umano» ha spiegato dopo alcune ore Google (http://googleblog.blogspot.com/2009/01/this-site-may-harm-your-computer-on.html), per voce della vice presidente Marissa Mayer. Sul blog del motore di ricerca, è stato pubblicato un «post» con le spiegazioni e le scuse dell’azienda. «Il messaggio comparso nel periodo in questione (tra le 15,30 e le 16,25 di sabato, ndr) che indicava qualunque link risultato di una ricerca come sospetto e a rischio di contenere materiale pericoloso è stato chiaramente un errore. Quel messaggio compare solo per i siti che vengono dichiarati effettivamente a rischio dopo un controllo accurato da parte di una organizzazione non-profit, StopBadware.org, e la lista, proprio per la sua delicatezza la lista dei siti a rischio viene gestita manualmente e non dalle macchine».
Nessun problema con gli algoritmi, bensì un semplice errore umano. Il motore di ricerca lavora infatti insieme a un ente no-profit, il già citato stopbadware, i cui dipendenti compilano delle lunghe liste di siti pericolosi, in base alle segnalazioni di varie fonti. L’ultimo aggiornamento di questa lista, ricevuto in mattinata (nel pomeriggio in Italia), non è stato correttamente processato e ha portato il motore a considerare tutti i siti come potenzialmente pericolosi, invece di limitarsi a quelli segnalati da stopbadware. Il momentaneo “guasto” che ha investito il motore di ricerca non ha interessato i tanti altri servizi del sito come Gmail o i Gruppi. Le News erano invece già state al centro di alcune segnalazioni da parte di utenti americani nei giorni scorsi, che lamentavano difficoltà nell’accesso, e prontamente sistemate.
In pochi secondi la notizia ha fatto il giro del mondo e sul servizio di microblogging Twitter, (http://search.twitter.com/search?q=google) centinaia di utenti hanno segnalato lo stesso problema da ogni parte del pglobo. Adesso che il problema è stato risolto si attendono le spiegazioni ufficiali dal Googleplex e già iniziano i processi, per la prima volta mostratasi vulnerabile nel suo core business.
Ecco cosa presentava la ricerca della parola “windows” durante il black-out. Siamo tutti d’accordo che Windows non è perfetto…però……

