I primi quarant’anni del Mouse

Acrocronimo di «Manually Operated User Selection Equipment» (strumento di selezione manuale dell’utente) o di «Machine Operator’s Unique Spotting Equipment» (strumento unico di individuazione dell’operatore di computer), erano queste in principio le motivazioni che hanno dato il nome ad una delle invenzioni che hanno rivoluzionato il mondo dell’informatica e non la somiglianza con il simpatico animale, anche se ad oggi i nuovi “mouse” sembrano sempre più assomigliare al caro topolino.
Era il 9 dicembre del 1968 quando Douglas Engelbart dello Stanford Research Institute lo presentò a un gruppo di esperti di computer, cercando di spiegar loro che era possibile entrare dentro un documento e modificarlo con l’ausilio di tale oggetto.Il vero propulsore della sua diffusione fu il ben noto Steven Jobs, fondatore poi della Apple, talent scout dell’informatica, che da comune dipendente della Xerox e lo inserì all’interno del lancio di “Lisa”, il primo personal computer con un mouse monotasto, seguito poi da Ibm e Microsoft.
A 40 anni dalla sua invenzione ha vissuto tutte le ere dei personal computer, prima completato da una sferetta di scorrimento, poi incorporato nel personal computer, prima a sfera, poi supersensibile al tocco, sembra scontato chiedersi se il mouse sia destinato a scomparire nell’era del touch screen.
A voi l’ardua sentenza…
