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L’alta velocità non solo sulle rotaie

Posted by Angelo on Mar 3, 2009 in Internet, Tecnologie

E di ieri, 2 marzo 2009, la notizia del nuovo record ottenuto al politecnico di Lyngby, in Danimarca, di velocità delle comunicazioni. Si è superato il limite, che fino a poco tempo addietro sembrava irraggiungibile, del “terabit”, ossia la possibilità di trasmettere dati a 1.000 gigabit al secondo. Una performance che fa paura. Per capire meglio la velocità in questione basti pensare a circa cinquantamila volte alle connessioni più veloci messe a disposizione dai provider commerciali. Velocità che potrebbe permettere di scaricare 80 film al secondo su un dvd.

Leif Katsuo Oxenlowe, responsabile del progetto, ha affermato con orgoglio: “Abbiamo battuto ogni record mondiale”, ribadendo l’importanza dei risultati ottenuti nel momento in cui la comunicazione via internet sta crescendo del 60% ogni anno. Una impennata del traffico dovuta, tra l’altro, alla digitalizzazione di massa di Paesi come la Cina e alla diffusione di servizi come la webTV.

Per semplificare, basta fare qualche altro confronto: la massima velocità che possono toccare le reti locali più recenti, le LAN, è di un gigabit, l’attuale infrastruttura della rete Internet tocca il limite dei 10 gigabit al secondo, mentre un’azienda canadese ha appena presentato una nuova generazione di prodotti in grado di raggiungere velocità di trasmissione dai 40 ai 100 gigabit al secondo.

L’alta velocità si ottiene per mezzo di particelle di luce (fotoni) incanalate in una fibra ottica. I giapponesi, da tempo, avevano provato a sfondare la soglia del terabit senza riuscirci e avevano sospeso le ricerche nel 2004. Il record mondiale, in essere fino a ieri, era di 640.000 bit al secondo e solo cinque laboratori nel mondo sono stati in grado di realizzarlo.

In scenari così rapidi sembra assurdo pensare a soli 10 anni addietro quando si muovevano i passi con i primi modem a 56K e ci si scambiava i dati in floppy disk da 1,4mb.

Alla luce delle velocità che sono state raggiunte in questo nuovo record del mondo, una domanda mi sorge spontanea: perchè l’uomo invece di utilizzare le innovazioni tecnologiche per migliorare la qualità delle proprie giornate le utilizza per peggiorare ulteriormente il proprio stress? Immagino già gli impiegati del 2020 a lavorare con pc super veloci che non verranno utilizzati per fare le stesse cose in minor tempo ma per fare migliaia di cose in più nello stesso tempo…..

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